La nota della Presidenza 13777/26 alza di cinquanta volte la soglia del DLT Pilot. Ma l'ESMA ha contato poche emissioni, la moneta di regolamento piena arriva nel 2028 e il fisco italiano è indietro.
Regime pilota DLT: il Consiglio UE porta il tetto da 6 a 300 miliardi, ma il mercato non è ancora nato
Il 9 ottobre 2026 il Consiglio dell'Unione europea ha chiuso gli elementi chiave della sua posizione negoziale sul pacchetto per l'integrazione e la vigilanza dei mercati dei capitali, che a Bruxelles chiamano MISP (Market Integration and Supervision Package). Il comunicato dice, in sostanza, che il regime pilota per le infrastrutture di mercato basate su tecnologia a registro distribuito esce allargato: più attività potranno passarci dentro. I numeri, nel comunicato, non ci sono. Stanno in una nota della Presidenza irlandese, il documento 13777/26 del 5 ottobre 2026: la soglia principale passa a 300 miliardi di euro, con la possibilità di salire a 500 miliardi con un atto delegato della Commissione. Oggi il tetto è 6 miliardi. Cinquanta volte tanto.
Chi legge solo il titolo conclude che la tokenizzazione del debito ha ricevuto il via libera. Io leggo un'altra cosa: il legislatore sta alzando il soffitto di una stanza in cui, fino all'ultimo dato ufficiale che ho potuto verificare, il pavimento è ancora quasi vuoto. Un tetto più alto è condizione necessaria. Non è condizione sufficiente, e in questo pezzo spiego perché, numeri alla mano e con le fonti in chiaro.
Che cosa ha deciso il Consiglio, riga per riga
Parto dalla distinzione che nelle cronache mancherà quasi sempre. Il comunicato del Consiglio del 9 ottobre 2026 (che ho letto attraverso le sintesi che ne danno la stampa specializzata e le pagine del Consiglio, non nel testo integrale: da verificare) dice che la posizione amplia la quantità di attività finanziaria che può essere incanalata nel regime pilota, per incentivarne l'adozione. Aggiunge che la vigilanza sulle sedi di negoziazione e sulle entità di post-trading più significative (depositari centrali, controparti centrali) passerebbe dalle autorità nazionali all'ESMA, che il passaporto del depositario sarebbe facoltativo per gli Stati membri e che la vigilanza diretta dell'ESMA sui fornitori di servizi per cripto-attività sarebbe limitata ai più rilevanti. Poi precisa che il testo va ancora rifinito prima dell'adozione formale e che i negoziati con il Parlamento possono cominciare solo quando il Parlamento avrà adottato la propria posizione.
I numeri li dà la nota della Presidenza 13777/26, indirizzata al Coreper e al Consiglio, intitolata Market Integration and Supervision Package, General Approach. Nella sezione dedicata al regime pilota DLT il documento spiega la ratio in una riga: il regime ha avuto finora poco successo per soglie restrittive, requisiti complessi e scarsa scalabilità. Poi elenca le correzioni.
| Parametro | Oggi (Reg. UE 2022/858) | Proposta Commissione (4 dic. 2025) | Posizione Consiglio (nota 13777/26) |
|---|---|---|---|
| Soglia aggregata principale | 6 miliardi di euro | 100 miliardi di euro | 300 miliardi, con possibile salita a 500 con atto delegato della Commissione |
| Regime semplificato per i piccoli | Non previsto | Per infrastrutture fino a 10 miliardi di valore registrato | Soglia a 10 miliardi |
| Servizi scorporati (notaio DLT, tenuta conti DLT) | Non previsti | Cifra non verificata nelle fonti lette | Soglia a 50 miliardi |
| Margine di tolleranza prima dell'uscita dal regime | Non verificato | Non verificato | Fino al 125% della soglia, per un periodo limitato |
| Soglie per singolo strumento | 500 milioni di capitalizzazione per le azioni, 1 miliardo di emissione per i titoli di debito | Eliminate, secondo le sintesi professionali | Non indicato nella sintesi della Presidenza (da verificare) |
| Soglie diverse per Stato, progetto o gruppo | Possibili, a quanto si desume dalla nota della Presidenza | Non verificato | La Presidenza elimina la possibilità per gli Stati di fissarle |
| Chi può accedere | Non verificato nelle fonti lette | Anche sistemi organizzati di negoziazione e prestatori di servizi cripto autorizzati MiCA | Strumenti aggiuntivi e nuovi tipi di soggetti, come le piattaforme di negoziazione gestite da CASP, a parità di standard regolamentari |
La colonna della Commissione la ricostruisco da fonti professionali (lo studio DLA Piper e lo studio LX20, citati in fondo) e da Ledger Insights: tetto da 6 a 100 miliardi, strumenti ammissibili estesi a tutti quelli dell'allegato I, sezione C, della MiFID II, regime semplificato sotto i 10 miliardi, addio ai limiti temporali dell'autorizzazione. Il testo originale della proposta non l'ho letto, quindi quelle celle valgono quanto le fonti che le riportano.
Due dettagli della nota della Presidenza meritano più attenzione dei 300 miliardi. Il primo è il margine del 125%: un'infrastruttura che sfora la soglia non cade subito fuori dal regime, ha una finestra per organizzare l'uscita. Chi emette titoli su quella infrastruttura dovrebbe chiedersi che cosa succede al proprio titolo nel frattempo. Il secondo è la fine delle soglie diverse per Stato, progetto o gruppo: se resta nel testo finale, il regime pilota diventa un perimetro uniforme europeo e non un mosaico di sandbox.
Da dove si parte: il regime del 2022 e i suoi numeri veri
Il Regolamento (UE) 2022/858 si applica dal 23 marzo 2023. Secondo la relazione che l'ESMA ha pubblicato il 25 giugno 2025 ai sensi dell'articolo 14 del regolamento, l'articolo 3 fissa tre limiti: 500 milioni di euro di capitalizzazione per le azioni, 1 miliardo di euro di dimensione dell'emissione per i titoli di debito e un tetto complessivo di 6 miliardi di euro al valore di mercato aggregato degli strumenti finanziari DLT ammessi. L'articolo 5, paragrafo 8, consente alle banche di regolare in moneta commerciale, senza applicare il Titolo IV del CSDR, quando servono infrastrutture il cui valore aggregato non supera gli stessi 6 miliardi. Sono limiti pensati, dice l'ESMA, per contenere il rischio sistemico nella fase sperimentale.
Ora i fatti. Al 31 maggio 2025, data di chiusura del periodo osservato, l'ESMA contava tre sole infrastrutture autorizzate. Ecco che cosa avevano registrato.
| Infrastruttura | Tipo di permesso e data | Attività registrata nel periodo (ESMA) |
|---|---|---|
| CSD Prague | Sistema di regolamento DLT, dall'11 ottobre 2024 | 6 emissioni di azioni DLT per 11.917.753 euro; 1 emissione di titoli di debito DLT per 401 euro |
| 21X AG | Sistema di negoziazione e regolamento DLT, dal 3 dicembre 2024 | 1 emissione di titoli di debito DLT fino a 500.000.000 di dollari |
| 360X AG | Sede di negoziazione multilaterale DLT, dal 29 aprile 2025 | Nessun dato di attività nel passaggio che ho letto |
Faccio il conto semplice: 11.917.753 euro di azioni più una emissione obbligazionaria fino a 500 milioni di dollari. Ignorando il cambio, siamo nell'ordine di mezzo miliardo contro un tetto da 6 miliardi: meno di un decimo. Il tetto, in quel periodo, non ha morso nessuno. L'unica obbligazione di taglia vera, quella da 500 milioni di dollari, vale circa la metà del limite di un miliardo per emissione di debito (confronto approssimativo, perché le valute sono diverse).
Dati di giugno 2025 non sono dati di ottobre 2026, e sarei disonesta a presentarli come tali. Dopo maggio 2025 le infrastrutture sono aumentate: una sintesi di settore parla di sei permessi sull'elenco ESMA di gennaio 2026, e una lettera degli operatori di inizio 2026 descrive quattro sistemi di negoziazione e regolamento, una sede multilaterale e un sistema di regolamento, cioè sei anche lì. Entrambe sono fonti secondarie (da verificare). Prima di citare un numero in un atto o in un parere, lo si prende dall'elenco ufficiale dell'ESMA del giorno, non da me.
Il tetto non era il collo di bottiglia. O non l'unico
Lo stesso rapporto ESMA scrive che i limiti sono percepiti come troppo restrittivi: escludono emittenti di grande capitalizzazione e strumenti consolidati, e questo riduce la convenienza commerciale delle infrastrutture. Raccomanda alla Commissione di considerare un aumento, magari con soglie differenziate per rischio, accompagnate da misure compensative come informativa rafforzata, monitoraggio in tempo reale e stress test operativi. Quindi ESMA e Consiglio vanno nella stessa direzione, anche se non nella stessa misura.
Lo stesso rapporto, però, indica altri attriti: mancanza di interoperabilità e accesso alla moneta di banca centrale. Questo è il punto che il dibattito sui miliardi tende a nascondere. Un registro che può contenere 300 miliardi di titoli e non parla con gli altri registri non è un mercato: è un silos più grande. E un titolo tokenizzato regolato contro una moneta che non è moneta di banca centrale porta con sé un rischio di regolamento che il titolo tradizionale in T2S non ha.
Anche l'industria sa che il tetto da solo non basta, ma lo usa come leva. Il 9 settembre 2026, secondo Ledger Insights, dieci società di titoli e sedici associazioni fintech hanno scritto al Parlamento e al Consiglio chiedendo di eliminare il tetto o, in subordine, di portarlo a 1.500 miliardi, con parità di trattamento tra nuove sedi DLT e depositari centrali esistenti. In una lettera precedente, firmata da sedi come Axiology, 21X, CSD Prague, Securitize e Börse Stuttgart e riportata da Future of Finance, la richiesta era una correzione rapida a 100-150 miliardi, osservando che anche questa cifra vale circa un centesimo del valore dei mercati azionari europei. Quest'ultima è un'affermazione dei firmatari: la riporto, non la certifico.
La BCE e la moneta di regolamento: l'altro orologio
Per capire perché il tetto non è tutta la storia bisogna guardare l'altro cantiere, quello dell'Eurosistema. Tre date, tutte documentate.
Il 27 gennaio 2026 la BCE ha annunciato che dal 30 marzo 2026 l'Eurosistema accetta come garanzia nelle operazioni di credito le attività negoziabili emesse in depositari centrali che usano servizi basati su DLT. A condizione che rispettino i criteri ordinari di idoneità, che siano regolabili in sistemi conformi al CSDR e raggiungibili tramite T2S. Le attività emesse e regolate interamente su reti DLT, senza essere rappresentate in quei sistemi, restano fuori: l'Eurosistema ha avviato un piano di lavoro per valutare se e come ammetterle, con un approccio graduale.
Il 21 settembre 2026 l'Eurosistema ha lanciato Pontes, il servizio che collega le piattaforme DLT ai servizi TARGET per regolare in moneta di banca centrale le operazioni all'ingrosso su attività tokenizzate. Nello stesso giorno la BCE ha comunicato di aver avviato i lavori preparatori per investire una piccola parte dei propri fondi propri in titoli tokenizzati, con regolamento via Pontes: all'inizio titoli denominati in euro emessi da governi centrali e regionali dell'area euro, agenzie e istituzioni sovranazionali europee. Dimensione e tempi li deciderà il Comitato esecutivo a lavori preparatori conclusi. Di Pontes ho già scritto in queste pagine: qui mi interessa solo il rapporto con il tetto.
Il 6 ottobre 2026 Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE, ha tenuto un intervento a un webcast di MNI Connect a Francoforte. Sul fronte all'ingrosso ha detto che Pontes è atteso a piena implementazione a metà 2028, con servizio 24 ore su 24, maggiore programmabilità, resilienza e capacità multi-valuta, e che miglioramenti come orari estesi e finalità di regolamento immediata sono pianificati. Appia, il progetto che deve produrre il disegno dell'ecosistema finanziario tokenizzato europeo, ha come traguardo un progetto di riferimento nel 2028; la consultazione pubblica sulla sua roadmap ha raccolto 127 risposte e il gruppo di contatto di mercato conta 61 soggetti selezionati tra più di 100 candidati.
Metto in fila le tre cose. Il Consiglio alza il soffitto. L'Eurosistema costruisce la moneta con cui si regola, ma la versione completa arriva a metà 2028. E la garanzia BCE per i titoli DLT passa, oggi, dai depositari centrali raggiungibili via T2S. Un titolo che nasce su una sede DLT diventata enorme grazie al pilot, ma che non è collegata a quei canali, non è un buon collaterale per quanto grande sia il suo registro. È una mia lettura delle fonti, non una conclusione della BCE.
L'obiezione della BCE, con la cautela necessaria
Ledger Insights, il 12 ottobre 2026, riporta che la presidente della BCE Christine Lagarde ha obiettato alla cifra di 300 miliardi e ha invitato il Parlamento a rivederla, avvertendo che le strutture DLT rischiano di non essere interoperabili e di reintrodurre frammentazione. È l'unica fonte che ho trovato per questa notizia: l'articolo non indica il documento né la data esatta dell'intervento, e non ho trovato né la lettera né un parere formale della BCE sul pacchetto. La tratto quindi come da verificare.
Detto questo, la posizione sarebbe coerente con quella già nota: nella risposta alla consultazione della Commissione del 2025, il Sistema europeo di banche centrali si dichiarava favorevole alla continuazione del regime pilota e al suo adattamento, mitigando i rischi e mantenendo condizioni di parità con le infrastrutture tradizionali (nella sintesi che ho letto del documento). Il tema vero è la parità: una sede DLT da 300 miliardi esentata da regole di accesso e collegamento che valgono per un depositario centrale tradizionale non è una sandbox, è un concorrente con regole diverse. Il Consiglio, per parte sua, scrive che i nuovi soggetti ammessi devono rispettare standard regolamentari equivalenti, e la Commissione propone che gli operatori di infrastrutture DLT formino un gruppo di settore per definire standard di regolamento e collegamento. Un'analisi di Taylor Wessing, che riporto come opinione e non come fatto, dubita che un obbligo di accordarsi tra privati sugli standard tecnici basti senza un presidio regolatorio più duro.
Tre orologi, e nessuno batte nel 2026
| Data | Evento | Fonte |
|---|---|---|
| 23 marzo 2023 | Si applica il Reg. (UE) 2022/858 | ESMA, relazione 25 giugno 2025 |
| 18 luglio 2024 | Prima emissione italiana di digital bond su blockchain (CDP, Intesa Sanpaolo unico investitore), con flussi regolati in moneta di banca centrale tramite TIPS Hash Link | Banca d'Italia, nota del 19 luglio 2024 |
| 25 giugno 2025 | Relazione ESMA ex art. 14: tre infrastrutture autorizzate, soglie da ricalibrare | ESMA |
| 4 dicembre 2025 | Pacchetto MISP della Commissione | Commissione europea, sintesi professionali |
| 30 marzo 2026 | Titoli emessi in depositari centrali con servizi DLT, idonei come garanzia Eurosistema | BCE, comunicato 27 gennaio 2026 |
| 10 settembre 2026 | Interpello n. 170 dell'Agenzia delle Entrate sui titoli digitali | Sintesi gm.tax e studio Pizzano |
| 21 settembre 2026 | Lancio di Pontes e avvio lavori per investimento BCE in titoli tokenizzati | BCE, comunicati del 21 settembre 2026 |
| 5 ottobre 2026 | Nota Presidenza 13777/26: soglia a 300 miliardi | Consiglio UE |
| 9 ottobre 2026 | Il Consiglio concorda gli elementi chiave della posizione | Consiglio UE, pagina della Presidenza irlandese |
| 1 dicembre 2026 | Voto della commissione ECON del Parlamento (data indicata da uno studio legale: da verificare) | LX20 |
| Metà 2028 | Pontes a piena implementazione; Appia, progetto di riferimento nel 2028 | BCE, intervento Cipollone 6 ottobre 2026 |
Sull'applicazione del pacchetto le fonti sono prudenti e non coincidono. Una sintesi professionale stima trilogo tra la seconda metà del 2026 e la prima metà del 2027 e applicazione tra il 2027 e il 2029; un'altra, che fa un'aritmetica dichiarata come tale e non come previsione, osserva che se il regolamento entrasse in vigore il 1° gennaio 2028 le modifiche al regime pilota si applicherebbero dal 1° gennaio 2029. La lettera degli operatori cita il 2030 come termine fissato dalla Commissione per l'attuazione. Per chi emette oggi, la conclusione pratica è la stessa: nulla di questo pacchetto è operativo nel 2026. Le soglie che contano per un'emissione di cui si firma il term sheet nel 2026 sono quelle attuali.
L'Italia: il token non cambia l'imposta, ma cambia chi la trattiene
Veniamo a casa. Il quadro italiano per i titoli su registro distribuito poggia sul decreto-legge 17 marzo 2023, n. 25 (il decreto Fintech), convertito dalla legge 10 maggio 2023, n. 52, che ha adeguato l'ordinamento al regime pilota europeo, ha individuato in Consob e Banca d'Italia le autorità competenti e ha creato la figura del responsabile del registro per la circolazione digitale. La Consob ha poi adottato il proprio regolamento sull'emissione e la circolazione di strumenti finanziari su DLT. Attenzione a una trappola di citazione: il D.Lgs. 10 marzo 2025, n. 23, che mi è comparso tra i risultati di ricerca accanto a questi temi, riguarda DORA e non il regime pilota DLT. Non lo cito, e consiglio di non farlo.
La prova pratica che il sistema funziona l'ha data la CDP: la Banca d'Italia riporta che il 18 luglio 2024 si è conclusa la prima emissione italiana di digital bond su blockchain, con CDP emittente e Intesa Sanpaolo unico investitore istituzionale, ai sensi del decreto-legge 25/2023, con regolamento dei flussi in moneta di banca centrale tramite TIPS Hash Link, la soluzione proposta dalla Banca d'Italia per collegare le piattaforme DLT ai servizi TARGET. L'importo (25 milioni di euro, su Polygon) lo trovo nella scheda della CDP riportata da una ricerca e non nella nota della Banca d'Italia: da verificare. Era un esperimento mirato, con un solo investitore. Non è un mercato. Quanto al Tesoro, nelle fonti che ho letto non trovo emissioni tokenizzate di titoli di Stato italiani (da verificare): i comunicati MEF di ottobre che ho visto riguardano BOT e BTP tradizionali. Significa che, per ora, l'Italia non offre alla BCE il tipo di titolo che la BCE ha dichiarato di voler comprare per primo.
Il dato più fresco e più concreto per chi emette viene dal fisco. Con la risposta a interpello n. 170 del 10 settembre 2026 l'Agenzia delle Entrate ha escluso che il responsabile del registro DLT possa essere equiparato a una banca di primo livello ai fini dell'imposta sostitutiva. Secondo le sintesi che ho letto (gm.tax e studio Pizzano: non ho consultato il testo integrale, quindi da verificare nel documento ufficiale), l'istante, iscritto nell'elenco dei responsabili dei registri, chiedeva di poter raccogliere le autocertificazioni dei non residenti, fare le comunicazioni al SID e presentare il modello 118/IMP, in una gestione condivisa con una fiduciaria del gruppo. L'Agenzia ha risposto che il regime fiscale di fondo resta quello dei titoli tradizionali, con gli articoli 44 e 67 del TUIR, richiamando la circolare 30/E del 2023, ma che il responsabile del registro non figura tra i soggetti dell'articolo 2, comma 2, del D.Lgs. 239/1996 e nessuna norma lo equipara alla banca di primo livello. Si applica allora il regime residuale dell'articolo 5, comma 2: l'imposta sostitutiva la applica l'intermediario che paga i proventi o, se paga direttamente, l'emittente.
La conseguenza pratica, sempre secondo gm.tax, è che in modelli del tutto disintermediati l'imposta può essere trattenuta anche a lordisti e non residenti che avrebbero diritto all'esenzione dell'articolo 6 del D.Lgs. 239/1996, con rimborso successivo. È una frase da leggere due volte. Il titolo tokenizzato circola più in fretta, ma se la catena di pagamento non passa da un intermediario abilitato l'onere fiscale ricade sull'emittente, e i sottoscrittori esteri potrebbero chiedere di essere compensati per il disagio del rimborso (questa è una mia inferenza, non un dato). La neutralità tecnologica vale per la sostanza del tributo, non per gli adempimenti. È la stessa lezione del tetto: la tecnologia sale di scala più in fretta di quanto il diritto la segua.
Cosa fare lunedì mattina
Parlo a un'impresa che ragiona su un bond digitale, all'advisor che la segue, alla banca che ne sarebbe collocatrice. Sei mosse concrete, nessuna con promessa di risultato.
- Metti nel term sheet la soglia che vale oggi. Per un'emissione firmata nel 2026 contano i limiti del Regolamento 2022/858 (1 miliardo per emissione di debito, 6 miliardi aggregati) oppure il regime nazionale del D.L. 25/2023. I 300 miliardi sono una posizione negoziale del Consiglio, non diritto. Scrivi nel documento a quale regime fa riferimento l'emissione.
- Chiedi al responsabile del registro chi applica l'imposta sostitutiva. Alla luce dell'interpello 170/2026, se il registro non è un intermediario del D.Lgs. 239/1996, il pagamento degli interessi può ricadere sull'emittente. Fai simulare il caso del sottoscrittore non residente e del lordista, con gli eventuali rimborsi e i relativi tempi.
- Verifica come si regola la gamba cash. In moneta di banca centrale, via TIPS Hash Link come nel caso CDP o via Pontes, oppure in moneta commerciale o in un token privato? Sono profili di rischio diversi e il regolamento del prestito deve dirlo in chiaro.
- Per le banche: controlla l'idoneità come garanzia. Dal 30 marzo 2026 contano i titoli emessi in depositari centrali con servizi DLT e regolabili in T2S. Un titolo che vive solo su una rete DLT, fuori da quei canali, non è ancora coperto dalla decisione BCE del 27 gennaio 2026.
- Aggiungi una clausola di migrazione del registro. Con la tolleranza del 125% proposta dal Consiglio, un'infrastruttura può sfondare la soglia e dover cambiare regime. Il regolamento del prestito deve prevedere chi decide, chi paga e che cosa succede ai portatori se il registro cambia sede, regime o operatore.
- Segna sul calendario due controlli. Il voto della commissione ECON del Parlamento europeo (dicembre 2026, da verificare) e l'elenco ufficiale ESMA delle infrastrutture autorizzate, da consultare il giorno in cui si sceglie la piattaforma. Chi ti vende una piattaforma DLT deve mostrarti il provvedimento di autorizzazione, non il comunicato stampa.
La lettura del reparto
Il Consiglio ha fatto la cosa facile: ha alzato un numero. È un segnale politico forte e anche un atto necessario, perché con un tetto da 6 miliardi nessun grande emittente poteva prendere sul serio il regime. Ma nell'unica fotografia ufficiale che ho letto, quella dell'ESMA, il regime non era saturo: era vuoto. Tra la soglia che si discute e il mercato che si vorrebbe ci sono ancora la moneta di regolamento, l'interoperabilità tra registri, l'idoneità come garanzia e un fisco scritto nel 1996. Il tetto sale a 300 miliardi sulla carta. Il mercato lo riempie il giorno in cui un tesoriere può dire al proprio consiglio di amministrazione che il titolo si regola in moneta di banca centrale, si porta a garanzia e non genera sorprese fiscali. Fino a quel giorno i miliardi del Consiglio sono un parcheggio con le strisce già tracciate e i posti ancora vuoti.
Questa analisi ha finalità informative e non costituisce parere legale né consulenza finanziaria o fiscale. Le soglie citate sono posizioni negoziali non ancora diritto vigente, e i punti contrassegnati come da verificare vanno controllati sulle fonti primarie prima di qualsiasi uso professionale.
Fonti
- Consiglio dell'UE, nota della Presidenza 13777/26, Market Integration and Supervision Package, General Approach, 5 ottobre 2026 - https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-13777-2026-INIT/en/pdf
- Consiglio dell'UE, comunicato stampa Savings and investments union: Council agrees key elements of crucial measures to deepen EU capital markets, 9 ottobre 2026 (letto tramite sintesi) - https://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2026/10/09/savings-and-investments-union-council-agrees-key-elements-of-crucial-measures-to-deepen-eu-capital-markets/
- Presidenza irlandese del Consiglio, Results of the meeting of finance ministers, 9 ottobre 2026 - https://irish-presidency.consilium.europa.eu/en/news/results-of-the-meeting-of-finance-ministers-9-october-2026/
- ESMA, Report on the functioning and review of the DLT Pilot Regime (art. 14), 25 giugno 2025 - https://www.esma.europa.eu/sites/default/files/2025-06/ESMA75-117376770-460_Report_on_the_functioning_and_review_of_the_DLTR_-_Art.14.pdf
- BCE, Money in the digital age: digital euro, tokenisation and the role of central banks, intervento di Piero Cipollone, 6 ottobre 2026 - https://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2026/html/ecb.sp261006~0da978f159.en.html
- BCE, ECB to invest part of own funds in tokenised securities, with settlement via Pontes, 21 settembre 2026 (copia Banque de France) - https://www.banque-france.fr/en/press-release/ecb-invest-part-own-funds-tokenised-securities-settlement-pontes
- BCE, ECB paves way for acceptance of DLT-based assets as eligible Eurosystem collateral, 27 gennaio 2026 (copia Banque de France) - https://www.banque-france.fr/en/press-release/ecb-paves-way-acceptance-dlt-based-assets-eligible-eurosystem-collateral
- Ledger Insights, EU finance ministers wants DLT Pilot Regime cap raised to 300bn, Lagarde objects, 12 ottobre 2026 (unica fonte sull'obiezione di Lagarde: da verificare) - https://www.ledgerinsights.com/eu-finance-ministers-wants-dlt-pilot-regime-cap-raised-to-e300bn-lagarde-objects/
- Ledger Insights, DLT Pilot Regime: Nasdaq, Boerse Stuttgart, others lobby to drop tokenization caps, 9 settembre 2026 - https://www.ledgerinsights.com/dlt-pilot-regime-nasdaq-boerse-stuttgart-others-lobby-to-drop-tokenization-caps/
- Future of Finance, European token exchanges warn the EU its reform timetable risks Europe being overtaken by the United States, 4 febbraio (anno presumibilmente 2026, da verificare) - https://www.futureoffinance.biz/european-token-exchanges-warn-the-eu-its-reform-timetable-risks-europe-being-overtaken-by-the-united
- Banca d'Italia, Prima emissione in Italia di un digital bond su blockchain, 19 luglio 2024 - https://www.bancaditalia.it/media/notizia/prima-emissione-in-italia-di-un-digital-bond-su-blockchain/
- Agenzia delle Entrate, risposta a interpello n. 170 del 10 settembre 2026, nelle sintesi di gm.tax - https://www.gm.tax/news/agenzia-delle-entrate-risposta-a-interpello-n-170-del-10-settembre-2026 - e dello studio Pizzano - https://studiopizzano.it/giurisprudenza-e-prassi/interpelli/270427-risposta-n-170-del-10-09-2026/
- LX20 Law Firm, DLT Pilot Regime reform: what changes for intermediaries and companies - https://lx20lawfirm.com/en/insights/italian-fintech-decree-dlt-pilot-three-years
- DLA Piper, EU Capital Markets Overhaul: European Commission publishes Market Integration Package, dicembre 2025 - https://www.dlapiper.com/en/insights/publications/2025/12/eu-capital-markets-overhaul