Il caso Indel B è da manuale: ricavi in crescita, EBITDA dimezzato, EBITDA rettificato in aumento. Nessuno dei tre numeri è sbagliato. Capire quale usare, e per che cosa, è la differenza fra leggere un bilancio e farsi raccontare un'azienda. Con conseguenze dirette su covenant, earn-out e segnali di crisi.
EBITDA meno 54% o più 1,6%? Come si legge una semestrale quando due numeri raccontano due aziende
L'11 settembre una società quotata italiana ha pubblicato i conti del primo semestre con un titolo che, letto di fretta, sembra una contraddizione: ricavi in crescita del 9,4%, EBITDA in calo del 54%, EBITDA rettificato in crescita dell'1,6%. Chi si ferma al secondo numero vede un'impresa in difficoltà. Chi si ferma al terzo vede un'impresa stabile. Entrambi hanno ragione, e entrambi rischiano di prendere decisioni sbagliate.
È il momento dell'anno in cui le semestrali si accumulano, e in cui le banche, gli investitori e i consulenti delle imprese non quotate rileggono i propri numeri con gli stessi strumenti. Vale la pena usare questo caso come esercizio, perché il meccanismo che lo produce si ritrova, in forme più opache, in moltissimi bilanci di piccole e medie imprese.
I numeri, uno per uno
Nei primi sei mesi del 2026 il gruppo Indel B ha registrato ricavi delle vendite per 118,2 milioni di euro, contro 108,1 milioni dello stesso periodo del 2025. Il fatturato in senso stretto è passato da 106,4 a 117,3 milioni. Il comparto automotive, il più rilevante per il gruppo e colpito negli ultimi due anni da un ciclo negativo in Europa e negli Stati Uniti, è cresciuto del 9,2%, da 65,7 a 71,7 milioni.
L'EBITDA è sceso da 27,2 a 12,5 milioni, con un margine del 10,5%. L'EBIT è sceso da 23,7 a 7,8 milioni, con un margine passato dal 21,9% al 6,6%. L'utile netto è passato da 20,4 a 5,1 milioni.
Poi c'è l'EBITDA rettificato, cioè depurato delle componenti non ricorrenti: 13,8 milioni, in crescita dell'1,6%, pari all'11,6% dei ricavi rettificati, contro il 12,5% del primo semestre 2025.
Da dove viene la differenza
La spiegazione fornita dalla società è precisa. Nel primo semestre 2025 il conto economico conteneva un provento non ricorrente di circa 14 milioni di euro, derivante dalla rivalutazione al fair value della partecipazione del 50% che il gruppo già deteneva in Indel Webasto Marine. La rivalutazione è stata effettuata ai sensi dell'IFRS 3, a seguito dell'acquisizione del restante 50% della società.